Iperbarica Adriatica


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Fisiologia dell'ossigeno

COS'E'

L’ossigeno nel nostro organismo per la maggior parte si trova legato all’emoglobina che è saturata normalmente al 97%. Un grammo di emoglobina combina 1,34 ml di ossigeno, essendo il nostro contenuto emoglobinico di 15 gr per 100 ml, ne deriva che 100 ml di sangue trasportano circa 20 ml di ossigeno.

La restante parte dell’ossigeno di trova disciolta fisicamente nel plasma ad una concentrazione di 0.3 ml per 100 cc di sangue. La concentrazione di ossigeno che aumenta durante la terapia iperbarica è proprio quella disciolta nel plasma; per ogni incremento pressorio pari ad 1 atmosfera abbiamo infatti l’aumento di 2 volumi % di Ossigeno nel plasma. Di conseguenza quindi , ad una pressione di 3ATA (20 mt), la quantità disciolta nel plasma è di 6 volumi % ovvero la concentrazione sufficiente a sostenere i processi vitali basali cellulari.

L’utilizzo dell’ossigeno da parte delle cellule aumenta in particolari condizioni morbose quali le infezioni ed è inoltre fondamentale in tutte le patologie che abbiano come principio eziologico i deficit di vascolarizzazione.

L’aumentata disponibilità di ossigeno ai tessuti ipossici favorisce vari processi cellulari che possono essere così riassunti:

· Incremento dei processi riparativi dei tessuti ischemici: l’ossigeno iperbarico aumenta la sintesi di collagene consentendo una normale idrossilazione di questa proteina. A tensioni tissutali di ossigeno inferiori alla norma, il collagene non viene correttamente sintetizzato e non si ha la guarigione delle ulcere e delle ferite.

· Aumento dello stimolo osteogenetico: l’OTI aumenta i processi di mineralizzazione e la sintesi del tessuto osseo nelle fratture e nelle lesioni osteonecrotiche.

· Azione antibatterica: l’ossigeno ad alte tensioni ha una doppia funzione battericida, diretta ed indiretta.

L’azione diretta si esplica verso i batteri tramite la produzione di Radicali Liberi (RL) , un gruppo di sostanze derivanti dalla riduzione dell’ossigeno che degrada la parete cellulare dei germi patogeni.

L’azione indiretta si ottiene tramite la sinergia dell’ossigeno iperbarico con gli antibiotici nelle infezioni dei tessuti molli o nell’osso.

· Azione antiedemigena: nei traumi che coinvolgano aree dotate di compartimenti non espansibili , si viene a creare di solito un edema che si automantiene con un meccanismo a circolo vizioso “trauma-edema-ipossia-vasodilatazione-edema”. L’OTI interrompe questo meccanismo causando sia una vasocostrizione arteriosa che una pressione sulla parete venosa superficiale, facilitando così un aumento del circolo venoso e del drenaggio linfatico.

· Azione neoangiogenetica: dopo circa 15 sedute di OTI l’ossigeno è in grado di svolgere una funzione neoangiogenetica, ovvero di neoformazione di vasi tramite il rilascio di fattori come il Fattore Vascolare di Crescita Endoteliale (VEGF). Questa funzione è essenziale per il ripristino del microcircolo in situazioni vascolari compromesse quali il piede diabetico, ristabilendo un flusso vascolare nelle aree ipossiche.



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