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Lasciano braciere acceso per scaldarsi. Famiglia di Auditore intossicata da monossido di carbonio
E' successo ieri sera intorno alle 23. Trasferiti al centro iperbarico di Fano
FANO - Neve e gelo continuano a non risparmiare il territorio regionale e in particolare coloro che abitano nei comuni dell'entroterra pesarese e del Montefeltro. Vittima delle temperature siberiane è una famiglia di origine marocchina residente nel comune di Auditore che ieri sera intorno alle 23 è stata ricoverata d'urgenza al pronto soccorso di Urbino in seguito a un'intossicazione da monossido di carbonio, "patologia subdola e spesso mortale - ha spiegato il direttore sanitario del centro iperbarico Adriatica di Fano, Barbara Carloni, - in quanto il monossido è inodore e nel caso in cui le vittime stiano dormeno può causarne il decesso senza che se ne accorgano". La causa scatenante l'intossicazione di padre, madre e figlioletto è stato il braciere lasciato acceso per riscaldare l'ambiente ma i primi sintomi di malore hanno fatto scattare immediatamente la chiamata al pronto intervento. I tre sono stati trasferiti al Centro iperbarico di Fano - l'unica struttura idonea presente sul territorio marchigiano, ndr - dove sono stati sottoposti al trattamento di ossigenoterapia che ha riportato i valori e le condizioni cliniche alla normalità. I tre componenti della famiglia si trovano tutt'ora al centro iperbarico Adriatica di Fano.
di GIULIA CIUCCOLI, autore
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