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LE ECCELLENZE DELLA CITTA': FANO
CAMERA IPERBARICA VENGONO TRATTATI 2500 CASI ALL’ANNO. MOLTE VITE SALVATE
Dentro una nuvola d’ossigeno miracolosa:tra gli ultimi pazienti anche Valentino Rossi
C’E’ ANCHE il nove volte campione del mondo Valentino Rossi tra gli utenti dell’«Iperbarica Adriatica», unico centro di ossigenoterapia presente tra Marche, Umbria e Abruzzo. Il «Dottore» è stato curato dopo la caduta al Mugello dello corso anno che gli aveva causato la frattura scomposta di tibia e perone della gamba destra. Rossi aveva scelto l’equipe guidata da Barbara Carloni, direttore sanitario, per la terapia a base di ossigeno, proprio per la vicinanza del centro a Tavullia. «Ci aveva richiesto il massimo riserbo — racconta la dottoressa — per eseguire una cura di prevenzione, fatta cioè per ridurre eventuali infezioni. Ha fatto le sue dieci sedute da solo, in camera iperbarica, per evitare la curiosità degli altri ute
nti. Noi lo abbiamo trattato come un paziente “comune” ossia con tanta attenzione e umanità. Due caratteristiche che cerchiamo di mantenere inalterate». Carloni ha spiegato infatti che il centro garantisce una reperibilità di 24 ore al giorno nonostante non sia obbligato a farlo: «Siamo l’unica camera iperbarica della zona, abbiamo dimostrato di eseguire le procedure mediche in modo encomiabile ma questo sembra non bastare, alla Regione. Da oltre un anno siamo in attesa di ottenere la convenzione con l’ospedale». Il centro, scelto anche da un onorevole della zona per risolvere una patologia ossea, è aperto dal 1997 e ha una superficie di circa 300 mq. Ad oggi vi lavorano due medici e tre infermiere. Esegue ogni anno circa 2500 terapie, con una media di 10 pazienti al giorno. Il costo varia dai 93 ai 186 euro.
«SONO cifre elevate — continua Carloni — soprattutto per un anziano. Per questo il medico di famiglia a volte è impossibilitato a suggerire una cura di ossigenoterapia. Se il paziente non è ospedalizzato il rimborso spese è limitato al 40% e viene restituito al cittadino a terapia conclusa». Per questo lo staff continua a chiedere alla Regione la convenzione. «Abbiamo rinnovato i locali per ottenerla — spiega la dottoressa — aggiungendo 2 ambulatori, 3 spogliatoi, 2 bagni e una stanza per il materiale sterilizzato. Nel marzo del 2010 c’è stata un’ispezione per verificare la compatibilità della struttura con le esigenze ospedaliere. Circa un mese dopo, abbiamo ottenuto «l’accreditamento con eccellenza, cioè con la votazione massima, ma della convenzione nessuna traccia». «In pochi giorni, è la terza volta che viene attivata “Iperbarica Adriatica” in seguito a intossicazioni da monossido. Domenica mattina, una 82enne di Senigallia aveva causato un incendio nella sua abitazione con un cero acceso intossicandosi. Circa 10 giorni fa, inoltre, due macedoni residenti a Gubbio erano stati intossicati dalle esalazioni provenienti da una stufetta difettosa. Noi siamo sempre reperibili ma non sempre riusciamo a rispondere alle tante esigenze del territorio».
Alessandra Gasparini
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